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Perché musica?

CHE COS'E. LA MUSICA?L'arte dei suoni... oppure il moto degli affetti... oppureil linguaggio dell'anima... oppure... qualsiasi definizione, da quella più poetica a quella più grossolana, risulta inefficace, incompleta.In realtà la musica è indefinibile, sfuggente anche se capace di farci piangere, ridere, giocare.Non desideriamo tentare nessuna codificazione, ma vogliamo convincere che quest'arte è vicina ad ognunodi noi proprio come ognuno la ascolta e la "sente".COME?Soprattutto con una didattica rinnovata.In primo luogo basta con l'associare la musica la teoria e il solfeggio tradizionale, e basta con l'evidenziarne i lati più aridi; sfatiamo anche il concetto secondo il quale ad una "certa età" è troppo tardi per imparare a suonare: abbiamo dimostrato nel corso degli anni di insegnamento come delle persone di ogni età in pochi mesi di studio abbiano potuto affrontare repertorio (classico e leggero) anche non semplice, raggiungendo ottimi livelli esecutivi.DUNQUE?Suoniamo subito, sin dalla prima lezione, grazie a metodi sperimentati, al passo con le più moderne tecniche didattiche europee; cerchiamo di avvicinare quanto prima l'allievo alla parte viva della musica, quella più creativa e gratificante: la ricerca dell'emozione attraverso il suono, la comprensione del testo musicale (dialogo tra l'esecutore e il pensiero del compositore), e la frase musicale ovvero come si "paria" in musica.E LA TEORIA?E' in funzione esclusiva dei brani che si studiano, così come l'analisi strutturale delle varie forme sia della musica classica che di quella leggera. Si offre della musica viva e i nostri insegnanti devono essere attivi in campo concertistico perché riteniamo che solamente il musicista che si misura costantemente con il pubblico può mantenere integra quell'umiltà artistica e intellettuale necessaria nella didattica.Quanto e come studiare è una decisione che deve essere presa dall'allievo secondo la propria disponibilità di tempo, la curiosità, la passione.Per chi dimostra una particolare motivazione e volontà è possibile preparare i programmi d'esame ministeriali e sostenere gli esami presso i Conservatori di Stato oppure essere ammessi presso gli stessi o ancora preparare concorsi e concerti e frequentare corsi post-diploma. Ma ciò che conta è la possibilità che viene offerta a tutti di comprendere quest'arte in modo nuovo, stimolando il confronto positivo tra gli allievi sia attraverso i saggi pubblici sia durante l'anno con incontri collettivi periodici.Senza presunzione crediamo che una visione di questo tipo possa contribuire all’abbattimento di quelle barriere invisibili che sempre di più allontanano il pubblico dalla musica attiva, compresa quella che si svolge nei teatri e nelle sale da concerto, così come siamo convinti che un ritorno sincero di interesse verso la musica non può che favorire la cultura dell’arte intesa come espressione preziosa ed insostituibile del proprio sentire. Così come non può che favorire il dialogo fra lingue, culture, religioni, classi sociali, un vero e proprio ponte di collegamento per l’uomo.



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